Blivido.

Pensieri, parole, o pere, o missioni

giovedì 24 settembre 2009

di corsa

A settembre a tutti gli viene la voglia di fare sport, tipo ricomincia la vita di tutti i giorni dopo le vacanze, e allora è come con l’anno nuovo, che tutti hanno i buoni propositi e la voglia di sport e di tenersi in forma.
E allora alle palestre c’è la fila e tutti si iscrivono in piscina o a taekwondo o a spinning o a pilates e tutti nomi che io non avevo mai sentito prima.

Io non c’ho mai avuto tutta sta necessità, però quest’anno pure io a settembre mi sento pieno di energie da buttare.
Così vado a correre al parco. Senza esagerare. Piano piano, a ritmo basso, ma con costanza. Mi fa stare bene, mi fa sentire meglio. Mi scarica. Mi rilassa.
C’è un bel parco dalle mie parti, grandissimo.
Io ci ho passato un sacco di tempo della mia vita. A fare passeggiate. A giocare a pallone con gli amici. A fumare. A berci una birra. A farci all’amore. A rilassarmi. A pensare, a leggere, a piangere. E’ un parco bello, davvero, anche adesso che ci vado a correre.

Al parco si incontrano tre categorie di persone, quasi esclusivamente.
I genitori coi bambini, che vogliono scorrazzare, e allora mamma e papà li portano all’aria aperta invece di farli rimanere chiusi in casa a giocare col nintendo diesse.

Quelli che vanno a correre, appunto, con le magliette sudate e l’aipod e il fiatone e i calzoncini. Quelli atletici che si allenano davvero, e quelli panzoni che almeno ci provano.

E poi quelli coi cani, che sono la maggioranza. Che si incontrano con gli altri coi cani, tipo appuntamento fisso di una certa ora del giorno. Oppure sono solitari e i loro cani pure, e allora si fanno ‘sta passeggiata lunga senza parlare con nessuno. Oppure si incontrano cani che non si conoscono e si abbaiano, si ringhiano o si salutano, va a capire.
Oggi un cane provava a scoparsi un altro cane, col movimento tipico dei cani delle zampe in aria e del bacino che spinge e spinge.
E allora il padrone del cane arrapato dice “Ma che fai che sei pure sterilizzato e manco ti si addrizza!”
Io passo correndo col mio passo cadenzato e vedo questa scena.
E li guardo, e rido, e passo avanti.

E allora penso che è bello. Che è tutto bellissimo qua dentro. Che la gente si conosce, socializza condivide spazi e momenti. Gente che manco si conosce. Che si parlano, che si confrontano, che si sorridono. Che sono cordiali, che sono contenti.
Sembra strano, non succede da molte altre parti in questa città. Nelle nostre città. Un microcosmo di socializzazione. Di aria pulita. Di benessere.

Poi penso che non è giusto. Che cazzo fanno gli altri? Perché l’aria bella del parco se la vivono solo queste tre categorie? Come se avessero dei meriti particolari, come se fossero stati premiati per qualcosa.
Siamo tutti così chiusi, ci respingiamo a vicenda, se ci incontriamo manco ci salutiamo. Ma il mondo è un altro.
E' buffo che me ne accorga correndo, e non fermandomi a riflettere, come la tartaruga di Bruno Lauzi.

2 Commenti:

Blogger danco ha detto...

E vai così!

danco

27 settembre 2009 22:17  
Blogger isabella ha detto...

io ci studio. mi includi?

16 ottobre 2009 19:03  

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